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lunedì 19 ottobre 2015

Montalbetti dei Dik Dik contro Marco Carta: "Disadattato". La replica: "Ignorante"


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Pietruccio Montalbetti, leader storico dei Dik Dik, si aggiunge alla lunga lista di cantanti che si scagliano contro i talent show. E per farlo, in un'intervista a L'Unione Sarda, prende di mira Marco Carta:
Sanremo è la dannazione di questi poveri ragazzi. In Sardegna avete Marco Carta. Ecco. Ha vinto un edizione del festival. Ha avuto questo flash di un anno poi ha fatto un concerto al Forum di Milano e c’erano 180 persone. E’ un’umiliazione. Rimarrà tutta la vita un disadattato rispetto alla società. Questi esordienti non hanno un repertorio, metteteli al nostro posto sabato al Conservatorio (il riferimento è al concerto dei Dik Dik previsto al Conservatorio di Cagliari sabato, Ndr)? Che cosa fanno? Ci sono dei lestofanti che li sfruttano.

Poco fa è arrivata la replica del giovane cantante lanciato da Amici di Maria De Filippi. Su Facebook ha scritto:
Mi sarebbe piaciuto tanto fare il Forum di Milano ma pur troppo non c'è stata occasione, Forse per "il forum di Milano" dove c'erano 180 persone (dice lui) lo confonde per il Palasharp! Ma anche qui mi dispiace (anzi no, non mi dispiace) contraddirlo ma il palasharp era sold out. 
Dico apertamente al leder dei dik dik, Montalbetti che ha preso un abbaglio, uno di quelli grossi. 
Non so se nel suo contesto vitale esistano persone più o meno della mia età, ma disadattato lo vada a dire a qualcun altro visto che neanche ci conosciamo.
Trovo il commento di pessimo gusto, uno di quelli che solo con l'ignoranza si può dire. 
Povera Italia.. 
Viviamo in un epoca dove le generazioni padre figlio non si aiutano più, anzi..




sabato 10 ottobre 2015

John Lennon, 9 ottobre 2015: il cantante avrebbe compiuto 75 anni #HappyBirthdayJohnLennon





Era il 9 ottobre 1940 quando nasceva John Lennon. Ed era, purtroppo, l'8 dicembre 1980 quando il cantante veniva ucciso da Mark Chapman. Le ultime parole ascoltate furono "Hey, Mr. Lennon". Poi i cinque colpi di pistola. Quattro colpirono il corpo dell'artista. Riuscì a bisbigliare "I was shot..". Mi hanno sparato. Poi perse i sensi. E qualche ora dopo, nonostante la corsa disperata in ospedale, John Lennon fu dichiarato morto.
Su Twitter, a distanza di 75 anni dalla nascita di John Lennon, i fan vogliono ricordarlo e omaggiarlo con l'hashtag #HappyBirthdayJohnLennon, diventato trend topic in breve tempo. Noi di Blogo vogliamo ricordarlo con una serie di curiosità. Perché è impossibile dimenticarlo.
John Lennon (1940 - 1980) of the Beatles plays the guitar in a hotel room in Paris, 16th January 1964. (Photo by Harry Benson/Express/Hulton Archive/Getty Images)
01. Sean, il figlio di John Lennon, sospettò che il padre fosse un Beatle solo quando vide, a casa di un amico, Yellow Submarine.
02. Il primo strumento Lennon imparò a suonare fu l'armonica.
03. Prima di diventare famoso, Lennon, una volta, disse che avrebbe preferito il suicidio piuttosto che ottenere un posto di lavoro tradizionale.
04. Lennon dichiarò: "Devi essere un bastard0 per farcela, e questo è un dato di fatto. E i Beatles erano più grandi bast@rdi sulla terra"
05. John non è mai stato un grande pilota: una volta la sua auto si è schiantata in un fosso e lui ha riportato diciassette punti di sutura al volto.
06. Da bambino, Lennon si rese conto che ogni grande magazzino di Liverpool aveva il suo Babbo Natale. Quindi chiese a suo papà, "Quanti Babbi Natali ci sono?"
07. Avvicinandosi il suo 21esimo compleanno, Lennon nutriva seri dubbi sul riuscire ad avere una carriera nella musica perché si sentiva troppo vecchio per diventare famoso.
08. Quando Yoko Ono era incinta in ospedale, Lennon ha indossato un pigiama e si è disteso in un letto vuoto accanto al suo, tenendole la mano per tutto il tempo.
09. Quando giocava a cowboy e indiani, da bambino, ha sempre voluto essere indiano. Il suo eroe era Capo Sioux Toro Seduto.
10. Per il 47esimo compleanno di Yoko, Lennon ha comprato talmente tante gardenie che i fioristi locali si sono dovuti far spedire più fiori da altri fornitori.
11. Uno dei pittori preferiti di Lennon fu Henri Matisse.
12. Una volta ha rubato un'armonica da un piccolo negozio di musica nei Paesi Bassi. Anni dopo, quando Lennon è diventato famoso, un piccolo gruppo di fan si è recato al negozio nella zona di Arnhem e ha rimborsato il proprietario per il furto subito.
13. Lennon ha detto che la canzone "Help!" era un vero grido di aiuto.
14. Dopo aver sofferto da un influenza intestinale, Lennon ha seguito su una dieta di soli liquidi per quaranta giorni, leggendo libri di cucina tutto il tempo per frenare la sua fame.
15. George Martin, produttore dei Beatles, disse una volta che Lennon era un "uomo del tutto impraticabile."

lunedì 5 ottobre 2015

Il Volo, L'amore si muove: recensione



 Il 2015 è l'anno che ha ufficialmente consacrato Il Volo anche nel nostro Paese. Il trio di cantanti usciti da Ti lascio una canzone, dopo il buon successo ottenuto all'estero, ha saputo conquistare anche il pubblico italiano, ben avvezzo al classico Bel Canto. E loro ne sono la rappresentazione rassicurante e perfetta per l'Italia: facce pulite, distanti da eventuali polemiche e un repertorio di brani che strizza l'occhio a quello che il pubblico adulto vuole ascoltare. E così, dopo la vittoria di Sanremo 2015 con "Grande amore", la loro partecipazione all'Eurovision Song Contest e oltre sei milioni di spettatori per il loro concerto -sold-out- all'Arena di Verona, Il Volo ha rilasciato il nuovo album.

Dal Grande Amore a L'Amore si muove, come comeback. Un sound -per il primo singolo- che riprende quello di Francesco Renga con "Nel nome del padre" e, non a caso, è stato proprio lui a riadattare il testo per il gruppo italiano. L'album comprende un mix di inediti e di celebri cover (da Io che non vivo (senza te) a Nel blu dipinto di Blu). L'amore -non a caso- è il fulcro, il centro assoluto del concept, tra una dichiarazione ("Io ti amo e gridarlo vorrei ma stasera non posso nemmeno parlare perché piangerei") e un inno al sentimento più puro ("L'amore si muove e non fa rumore lo sai, è un vento gentile che non ti abbandona mai").
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Io che non vivo (senza te) vive di pathos e di un arrangiamento con orchestra co-pratagonista. Struggimento e dramma a farla da padroni. Il Volo canta l'amore, si dispera per un amore finito ("Ma non passa un attimo, il tuo sguardo manca in ogni strada, in ogni città"). Tre brani in inglesi in questo disco -The Best Day of My Life, Eternally e la cover di Beautiful That Way- ma anche qua non si cambia registro da quello che abbiamo ascoltato finora. Un filo comune e unico che lega i brani fra loro senza scosse. L'unico momento di "ritmo" arriva proprio da Nel Blu dipinto di bluma se ne poteva fare a meno, alla fine.
I fan de Il Volo apprezzeranno questo disco e ameranno ancora di più il gruppo. Il tanto applaudito Bel Canto la fa da padrone e la produzione è curata nei minimi dettagli per non esagerare mai. Un compitino ben fatto che conferma le prime impressioni di chi li ha sempre ascoltati o di quelli che li hanno scoperti solo a partire dallo scorso febbraio.
Sulle voci -escludendo il genere musicale che può piacere o meno- non si discute. Il dubbio è solo questo: ci sarà mai una evoluzione o un cambiamento, in futuro?